.
Annunci online

  ilnostropd Comitato Nazionale Spontaneo Tesi Sinsitra giovanile per il Partito Democratico
 
Diario
 




Comitato nazionale 
spontaneoTesi

Sinistra giovanile
per il Partito Democratico

Per colpa di qualcuno
questo weblog accetta le critiche ed i commenti di merito ma non le offese.
Saranno accettai solo i Commenti con Firme. Commenti  offensivi, anonimi e con nomi e cognomi di pura fantasia saranno cancellati dalla Redazione.
Inoltre per i vostri commenti  e le adesioni
inviateci una mail a

ilnostropd@libero.it



I primi Firmatari
Albanese Maria Teresa - direzione nazionale Sg
Amendola Marco - Segretario Sg Molise - Direzione Nazionale
Amuso Valentina - direzione nazionale Sg
Anniciello Mariano - consigliere comunale Napoli iscritto Sg
Armignacco Renato - segretario Sg Potenza
Basile Luca – segreteria nazionale - Direzione Nazionale
Benifei Brando - coordinatore Sg Liguria
Bianchi Matteo - portavoce regionale studenti di sinistra Liguria
Biscaglia Carlo - segreteria Sg Milano
Bruno Luca - Sg Monza e Brianza
Bubbico Livianna - Direzione Nazionale sg
Calatola Mauro - segretario Sg Salerno
Campi Alessio - Rappresentante CNSU Milano - Direzione Nazionale
Cappellini Annalisa - responsabile esteri DS Bologna - iscritta Sg
Carozza Sergio-  Direzione DS Caserta-Terra di Lavoro
Casaletto Giovanni -  segretario Sg Basilicata  - Direzione Nazionale
Cavalera Andrea - segretario sg Lecce
Cerone Maria - Direzionale Nazionale Sg
Cilione Nino - Segretario Sg Reggio Calabria - Direzione Nazionale
Civati Giuseppe - consigliere regionale Lombardia
Collorafi Serena - Direzione Nazionale sg
Corbo Antonio - segretario Sg Benevento
Cortese Amedeo - Direzione Nazionale Sg
Costanzo Antonella - Segretaria Sg Provincia Autonoma di Bolzano
Critelli Francesco - segreteria nazionale sg - segretario Sg Bologna - Direzione Nazionale
Di Gregorio Giuseppe - segretario sg Caserta
Di Marzio Emilio - Consigliere comunale Napoli - iscritto Sg
Di Pierro Giulia - segretario Sg Bat - Direzione Nazionale
Dinacci Francesco - segretario sg Napoli - Direzione Nazionale
D'Onofrio Paolo - Segretario Sg Campobasso
Fabbricini Alberto - segreteria nazionale sg - Direzione Nazionale
Fina Michele - Assessore provinciale l'Aquila - segretario Ds Avezzano -iscritto sg
Fusco Veniero - Direzione nazionale SG
Gaiotto Saimon - Segretario Sg Milano - Direzione Nazionale
Garibaldi Luca - Segretario Sg Liguria - Direzione Nazionale
Grimaldi Michele - segretario regionale sg Campania - Direzione Nazionale
Guglielmelli Luigi - segretario Sg Calabria - Direzione Nazionale
Iannucci Francesco -  segretario Sg Abruzzo - Direzione Nazionale
Iozzi Roberto - direzione nazionale Sg
Lacorazza Piero – segretario Ds Basilicata – iscritto SG
Leva Danilo - consigliere regionale Molise iscritto Sg
Lippolis Gabriele- segretario Sg Brindisi
Maccione Fabio – segreteria nazionale Sg - Direzione Nazionale
Marciano Grazia - Direzione Nazionale sg
Mariotti Federica – segretario Sg Chieti - Direzione Nazionale
Marsella Jonathan - segretario Sg La Spezia
Massarelli Paola - Direzione nazionale sg
Mattiozzi Valerio- coordinatore circolo villa dei giordani (Roma)
Mattuzzeu Manuela- Direzione Regionale Sardegna
Mazzarano Michele - Direzione nazionale sg segreteria nazionale sg - coordinatore Ds Puglia
Merighi Claudia - segretario Sg Provincia autonoma di Trento
Meroni Fabrizio - segretario sg Monza e Brianza
Milazzo Vincenzo - Segretario Sg Vimercate
Monachetti Antonio - direzione nazionale Sg
Natalini Ermanno - segretario sg Avezzano
Nicodemo Francesco - consigliere comunale Napoli iscritto Sg
Paglia Andrea - Resp Organizzazione Sg Milano
Paglione Lucia  - segretario Sg Isernia - Direzione Nazionale
Pappalardo Rocco - Sindaco Oppido Lucano - consigliere provinciale PZ iscritto sg
Pareo Maria Antonietta - direzione nazionale Sg
Parisi Francesco - segretario Sg Taranto - Direzione Nazionale
Parrinello Emanuele - Segretario Sg Savona
Persiano Raffaele - direzione nazionale Sg
Petrolo Pasquale - direzione nazionale Sg
Petrosillo Angelo - Direttivo Ass. La Città Futura
Pierini Giulio -  Consigliere Provinciale Bologna - Direzione Nazionale sg
Pozza Alessandro - Segretario Sg Genova - Direzione Nazionale sg
Prosperi Francesca - Segretario Sg Milano Città
Provenzano Giuseppe - Direzione regionale Sg Toscana
Pruneddu Sara- segretaria cittadina Sg Sassari
Ragone Sergio - Direzione nazionale Sg
Rampi Roberto - Vicesindaco Vimercate . Segreteria DS Milano
Rudi Alessandro -rappresentante consiglio degli studenti Roma tre
Ruotolo Gianluca - segretario Sg Foggia - Direzione Nazionale
Salerno Agnese - Direzione Nazionale sg
Santoianni Giuseppe - Segretario Sg Termoli
Santoro Fabio - Segretario particolare Ministro Nicolais
Silva Marcello - segreteria provinciale sg Monza
Speranza Roberto – segreteria nazionale Sg - Direzione Nazionale
Straropoli Elena - direzione nazionale Sg
Tataranna Nicola – segretario Sg Matera
Telesca Luigi - Direzione federale Sg Roma
Tesoriero Salvatore - Direzione Nazionale Sg
Turi Rosanna -  direzione nazionale Sg
Ucciero Nicola – segreteria nazionale Sg - Direzione Nazionale
Viceconte Antonio - coordinatore regionale Sg Emilia Romagna
Zannola Giovanni - direzione regionale Sg Lazio - segretario sg Ostia


Le adesioni degli studenti e ricercatori all'estero
Noi studenti, dottorandi e ricercatori italiani all’estero aderiamo al progetto riformista proposto per la Sinistra Giovanile e per il paese rappresentato dalla tesi: “Il nostro Partito democratico”. Siamo tutti elettori dell’Ulivo e molti di noi hanno partecipato il 9 e 10 Aprile dello scorso anno, alle primarie per eleggere Romano Prodi alla guida della coalizione di centrosinistra. Crediamo fortemente nel progetto di costruire un nuovo grande partito della sinistra e riteniamo che le giovani generazioni siano chiamate naturalmente a guidare questo processo. Dalla nostra esperienza quotidiana nelle università e nei centri di ricerca di tutto il mondo, guardiamo all’Italia e percepiamo sempre di più l’urgenza di questa svolta nella politica e nella società del nostro paese. Un grande Partito aperto e plurale dove finalmente le giovani generazioni possano sentirsi a casa ed esprimere al meglio tutte le loro straordinarie potenzialità. Per queste ragioni ci sentiamo di  sottoscrivere e sostenere tale disegno, che preveda  la costruzione - sin dal prossimo congresso della Sinistra Giovanile - di una nuova organizzazione più ampia di quella esistente ma anche rinnovata nelle forme e nei contenuti. Una nuova Sinistra Giovanile per un nuovo partito della Sinistra italiana.

1) Francesco Avvisati (11/5/1982) - Doctorant, Science Economiques  - Ecole Nornale Superieure - Paris - France
2)Luciano Belviso (18/8/1983) - Institut Du Droit De L’espace et des Telecomunications - Paris - France/Ecole Politecnique Federale De Lausanne - LAUSANNE - SWITZERLAND
3) Cristiano Cantore (5/5/1981) - Phd Candidate,  Economics Sciences- University of Kent - CanterburyY - UK
4) Anna di Robilant - SJD Candidate, Harvard Law School - Cambridge Massachussets- USA
5) Ugo Faraguna (14/6/1979) - MD/PHD Candidate, Psychiatry Department Wispc - University Of Wisconsin -Madison - USA 
6) Francesco Ferretti (19/05/1978) -  Master in Public Administration Candidate, Harvard University - John F. Kennedy School of Governement - USA
7) Stefano Mosso(22/6/1984) - Master Candidate, international political economy - Sciences-PO – Paris/ LSE - LONDON - UK
8) Francesco Panetti (8/8/1982) - LLM Candidate, harvard Law School - Cambridge Massachussets- USA
9) Caterina Sganga  – Visiting Researcher, Center For Intellectual Property Policy – Mc Gill University – Montreeal, Quebec - Canada / PHD Candidate Scuola Superiore Sant'Anna- Pisa- Italia
10) Carla Sabato (21/4/1980) - China East Normal University/ Shangai Conservatory of Music - Shangai - China
11) Teresa Vecchi (14/1/1978) -  LLM Candidate, Harvard Law School – Cambridge Massachussets- USA
12) Mario Sgarrella (21/08/1985) Student University College Maastricht
13)  Livio Riboli-Sasco PhD Student, Ecole Normale Superieure, Paris, France


Le adesioni via mail
Mimino Ricciardi - direttivo unione san vitale - Bologna-
Luca Mattei - Segretario Sinistra Giovanile Piedimonte Matese - Caserta-
Santo Crea -
Coordinatore regionale Sg Calabria
Silvia Russo - iscritta Sg Bari
Valentino Piglionica Sg Altamura (Ba)
Chiara Zappalorto Segreteria Prov. Ds Chieti
Enrico Raimondi Segreteria Prov. Ds Chieti Capogruppo Ds Comune di Chieti
Francesco Iritale Segreteria Unione Comunale DS L’Aquila- Iscritto SG
Vito Danese segretario SG Monopoli (Bari)
Valentina D'Angelo Segreteria Unione Comunale Ds Chieti
Luca Evangelista Segretario di Sezione DS Torrevecchia Teatina (CH)


"Vorrebbe essere un invito e un incitamento. L'avvenire è dei giovani. La storia è dei giovani. Ma dei giovani che, pensosi del compito che la vita impone a ciascuno, si preoccupano di armarsi adeguatamente per risolverlo nel modo che più si confà alle loro intime convinzioni, si preoccupano di crearsi quell'ambiente in cui la loro energia, la loro intelligenza, la loro attività trovino il massimo svolgimento, la più perfetta e fruttuosa affermazione."
[Antonio Gramsci, il grido del popolo n.655, 11 febbraio 1917]

 

StatCounter - Free Web Tracker and Counter


2 febbraio 2007

Con Piero Fassino per il Nostro Partito Democratico

Depositata la mozione di Piero Fassino per il IV Congresso nazionale dei Ds



Ai sensi del Regolamento per il IV Congresso nazionale dei Ds, il 31 gennaio è stata depositata la mozione politica presentata dal Segretario nazionale Piero Fassino, che viene pubblicata sul sito affinché possa essere conosciuta e valutata ai fini della presentazione di altre mozioni, che a norma del Regolamento andranno depositate entro il 7 febbraio 2007. Tutte le mozioni saranno pubblicate integralmente sul sito  www.dsonline.it




permalink | inviato da il 2/2/2007 alle 17:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa


30 gennaio 2007

Solidarietà

Il comitato nazionale sostenitore della tesi "Ecco il Nostro Pd" esprime solidarietà ed affetto al Compagno Francesco Dinacci, segretario della federazione di Napoli, barbaramente aggredito durante il suo lavoro politico. A Francesco ad alla Sinistra giovanile campana il nostro saluto e l'augurio di pronta guarigione. Forza Francesco il nostro progetto per la Nuova Sinistra giovanile ha bisogno anche di te.




permalink | inviato da il 30/1/2007 alle 11:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 dicembre 2006

La nostra Tesi per una nuova Sinistra giovanile

 Il secolo appena trascorso è stato quello che ha contribuito più di ogni altro, nella storia dell’umanità, al progresso tecnico del pianeta. Solo nel ‘900 sono state effettuate il 90% delle invenzioni e delle scoperte effettuate durante tutto l’arco della vita sulla terra dell’uomo; solo nel secolo scorso la ricchezza mondiale ha raggiunto vette e consistenze che mai prima aveva potuto vedere, l’aspettativa di vita lunghezze mai raggiunte, la potenzialità di benessere globale un livello neppure ipotizzabile cento anni prima. Lo sviluppo capitalistico del mondo occidentale, fondato sul progresso tecnico e scientifico, ha rivoluzionato i cicli e i tempi di vita degli individui, gli strumenti e gli istituti della rappresentanza, l’organizzazione dell’uso e della disponibilità della forza militare, la struttura delle società, le direttrici dei  flussi migratori, le economie e il sistema delle produzioni e di circolazione delle merci. Il centro del mondo si spostava dall’Europa, che lo era stato per i mille anni precedenti, al nord America. Nasceva il “secolo americano”, le cui costituenti principali erano il sistema fordista e taylorista di produzione caratterizzato dall’incontro tra Stato-mercato e democrazia.  Gli uomini del ‘900 rispetto a quelli di un secolo prima, sono straordinariamente più numerosi, più sani e longevi, maggiormente in grado di spostarsi e muoversi da un capo all’altro del globo, più consapevoli delle potenzialità della scienza, più abili nell’applicare tecniche e strumenti razionali all’economia e all’industria. Questa tumultuosa e rapida “modernizzazione” ha tuttavia avuto come portato enormi e ancora largamente inestricate contraddizioni. Lo sfruttamento e la mercificazione della forza lavoro per la sola soddisfazione degli scopi di profitto privato, l’impoverimento e l’annichilimento della dignità umana di fronte alle mire espansionistiche coloniali delle nazioni occidentali, la nascita delle dittature e dei totalitarismi, la drammatica asimmetria tra i tassi di sviluppo del nord e sud del mondo, sono stati per lungo tempo l’altra faccia – quella oscura - del ‘900. L’avvento su scala globale del capitalismo e della moderna società industriale avevano certamente prodotto un progressivo elevamento delle possibilità tecniche e del benessere, ma decine di milioni di lavoratori venivano biecamente impiegati a sostenere e sorreggere questo processo senza che tuttavia potessero pienamente e consapevolmente beneficiarne.

La società industriale del primo ‘900 era una società iniqua sia nella distribuzione della ricchezza prodotta dallo sviluppo globale sia nel dispensare per i suoi cittadini diritti sociali, civili e politici. La sinistra moderna nasce dunque per fornire una risposta “nuova” a queste enormi contraddizioni; per trasformare e migliorare cioè la società per ciascuno dei suoi membri sulla base di principi come la solidarietà, l’uguaglianza, la pace fra i popoli, la dignità umana. Il socialismo è stato, come ha ricordato un grande autore dello scorso secolo, “la libertà fatta per la povera gente”; esso ha costituito per decine di milioni di individui la speranza di un futuro non più contrassegnato solo dallo sfruttamento e dalla povertà, dove l’uomo, i suoi bisogni, le sue necessità, nella sua dimensione unica, non mercificabile o reificabile, potesse venire finalmente posto al centro dell’agire e del pensiero politico. Esso è stato la più grande impresa politica e culturale della storia dell’uomo moderno ed ha contribuito inequivocabilmente ad elevare e migliorare le condizioni di vita di milioni di individui in tutto il mondo. Il suffragio universale, l’alfabetizzazione di massa, l’introduzione delle prime forme di assistenza sociale e di previdenza, la catalogazione e l’estensione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, il fiero contrasto offerto in tutta Europa alle involuzioni reazionarie e autoritarie tra le due guerre, così come l’impegno planista e redistributivo incarnato dallo sviluppo e l’implementazione delle politiche pubbliche di welfare operato per tutta la seconda metà del ‘900, sono i successi più grandi di civilizzazione dello sviluppo capitalistico che al socialismo possono essere ascritti.

 
Nato per rispondere alle nuove esigenze e i nuovi bisogni delle masse operaie e contadine della società industriale, esso è un fenomeno politico specifico e precipuo del ‘900, generatosi all’incirca col secolo e con esso cresciuto, sviluppatosi e trasformatosi sino a rappresentare il più partecipato e vitale movimento politico del pianeta. Il socialismo ha reso le società del ‘900 più giuste, più eque, più “umane” e proprio per questo, più moderne. Ma il mondo di oggi, quello che viviamo quotidianamente e che vivremmo negli anni prossimi venturi, è diverso da quello appena descritto quanto il primo novecento lo era dal secolo XVIII. La rivoluzione tecnologica è per questo secolo ciò che per lo scorso fu la rivoluzione industriale. E come la tecnica fu allora il volano su cui si sviluppò l’industria moderna così oggi la tecnologia costituisce lo strumento principale di sviluppo delle moderne economie. Il “secolo cinese” che ci apprestiamo a vivere, sarà contrassegnato da una mobilità di persone, merci e capitali, superiore di gran lunga a quella pure elevata del ‘900, da una progressiva dematerializzazione del capitale e dalla sua sempre maggiore volatilità (consentita e agevolata dagli strumenti telematici), dall’importanza cruciale che formazione e istruzione rivestiranno quali agenti propulsivi della competitività delle economie. L’economia della conoscenza e dei servizi si affiancherà sino a contenderne il primato, alla vecchia economia industriale e nuovi agenti macro–regionali espolieranno gradualmente le nazioni e gli stati di molte delle loro antiche prerogative “sovrane”. La gran parte di questi processi sono già in corso e le conseguenze che via via ne discendono sono alla base di una nuova necessaria riflessione della politica, e segnatamente del campo progressista. Oggi la situazione del mondo è non solo diversa ma in continua e rapidissima trasformazione. Cambiano le direttrici dei traffici, gli agenti politici ed economici della sovranità, la natura, il contenuto tecnologico, i tempi dei consumi e di conseguenza delle produzioni, l’organizzazione e la divisione mondiale del lavoro e quella delle strutture sociali e familiari che da essa più o meno direttamente dipendono. È questo un mondo “nuovo” in cui la politica e il suo ruolo necessitano di un coraggioso e generale ripensamento di “inizio millennio”. Il socialismo non è un “ferro vecchio” di cui è necessario disfarsi, esso è ancora la direttrice delle possibilità di sviluppo sociale e civile del nostro tempo. Ma rischia, se non ripensato e adeguatamente attrezzato, di dimostrarsi insufficiente rispetto alla portata della sfida che abbiamo di fronte. La tradizione e i valori del socialismo sono uno straordinario patrimonio che è necessario custodire gelosamente e orgogliosamente; ma guai a pensare che a fronte dei complessi cambiamenti che investono il mondo di oggi sia sufficiente immaginare che una tale storia possa riprodursi immutata nel tempo. Le forze della sinistra sono forze del cambiamento, esse cambiano assieme alla società che cambia, e quindi per definizione esse stesse cambiano. Lo stesso Enrico Berlinguer spiegava: Siamo nella storia e con la storia: siamo una grande forza democratica di trasformazione e noi stessi vogliamo rinnovarci continuamente per non venir meno agli appuntamenti che la storia ci chiede. Oggi dobbiamo prendere atto del fatto che, sul percorso tracciato dalla storia socialista, si può iscrivere un incontro delle forze progressiste, laburiste e democratiche che esistono e che naturalmente devono immaginare “insieme” le condizioni del governo dei processi economici.

È la stessa evoluzione delle comunità politiche europee a dircelo: di fronte alla svolta neoconservatrice del partito popolare europeo è necessario che il Pse si apra alle altre forze del campo progressista, non superando, ma arricchendo e contaminando la sua identità e il suo portato ideale e valoriale. Quello stesso percorso che i soggetti internazionali della rappresentanza giovanile socialista, l’ECOSY e la IUSY, hanno da tempo avviato per favorire ed implementare il dialogo con le altre componenti giovanili dei movimenti progressisti europei ed internazionali. Questo è vero per il socialismo e le forze progressiste nella loro dimensione superstatuale  ma assume un’importanza peculiare e “capitale” per l’Italia. I ritardi oramai divenuti storici che caratterizzano la situazione italiana rendono la strada per noi ancora più in salita. La nazione italiana è uscita dalla fame meno di sessant’anni fa. Pensare che questo progresso continuo e lineare verso il benessere generalizzato sia inarrestabile è illusorio e ingenuo. Per questo, porre il paese nelle condizioni di conservare un posto tra i grandi della terra è la missione più alta alla quale la politica italiana in questo momento può votarsi. Per questo sforzo di riconversione delle produzioni, di innalzamento dell’alfabetizzazione superiore e dell’alta formazione, di riduzione e “normalizzazione” delle determinanti strutturali della spesa è necessario che anche la politica del centrosinistra italiano faccia un salto di qualità. Il Partito democratico è in questo senso il più ambizioso progetto politico del dopoguerra. Perché se da un lato esso si ripropone di guidare la necessaria “seconda modernizzazione” del paese fondendo le migliori tradizioni riformiste italiane aggiornandone il patrimonio ideale, valoriale e programmatico, dall’altro costituisce la migliore via per una riconciliazione nella politica e non al di fuori di essa, tra popolo e governo, attraverso nuovi strumenti rappresentativi, di partecipazione, di selezione della classe dirigente. Non un partito dei “gazebo” beninteso, o una forza populista magari ripiegata sul leaderismo. Un partito vero, forte, radicato, che unisca nuovi e maggiori strumenti di partecipazione democratica ad una solida e ramificata struttura organizzativa e territoriale. Questa è una sfida che tocca il cuore stesso della questione del rapporto tra cittadini, politica e sistema della rappresentanza organizzata. “Quando il vecchio non può più e il nuovo non può ancora giunge il momento dell’avventura reazionaria”. Così Antonio Gramsci parlava della frattura tra vecchie e nuove classi dirigenti nella società italiana che aveva largamente contribuito all’avvento del fascismo. Oggi come ieri, anche sulle democrazie contemporanee aleggia lo spettro del populismo; ma esso assume più vigore e consistenza proprio nei momenti di crisi, di frattura, di cambio di fase e di “epoca”; proprio nei momenti come quello attuale.

Temporeggiare ulteriormente sulla strada del partito democratico sarebbe disastroso: perché “tradirebbe” quei milioni di elettori, cittadini e militanti che a partire dalle primarie hanno creduto e credono nel progetto di partito unico dei riformisti italiani; perché riporterebbe irrimediabilmente indietro le lancette dell’orologio della sinistra italiana già ferme da oramai troppi anni sulla transizione infinta; perché arresterebbe l’unico vero processo di modernizzazione messo in campo dalla politica italiana finalizzato all’attuazione di un disegno di sviluppo del paese modellato sul tornio dell’interesse nazionale nel nuovo scenario globale. Oggi, dopo cinque anni di governo della destra il paese appare fiaccato, largamente inefficiente nella gestione della cosa pubblica e della potenza produttiva, iniquo nella gestione distribuzione e investimento delle poche risorse disponibili; l’Italia non investe nel futuro e nelle sue giovani generazioni, anzi spesso le mortifica conservando erte e impenetrabili barriere all’accesso al mondo delle professioni, ostacoli alla piena soddisfazione del diritto a costituirsi una famiglia o ad avere protezione nel lavoro, incrostazioni e grumi corporativi, che mortificano il merito, deprimono il talento, fiaccano l’intrapresa e il dinamismo. Per queste ragioni un grande disegno di rilancio generazionale per il paese non può che partire dalla progettazione e dalla edificazione di un nuovo soggetto che possa riunire i giovani riformisti che questo orizzonte condividono, dove possano incontrarsi le diverse biografie dei tanti che sentono il bisogno di partecipare ma che sino ad ora non hanno trovato nella nostra organizzazione, il luogo idoneo per declinare la loro idea di impegno e il loro bisogno di  politica; un luogo aperto e plurale dunque, dove la laicità costituisca in modo ineludibile la grammatica comune, lo spazio pubblico di incontro fra credenti e non credenti, orizzonte per costruire la nostra idea di etica condivisa sul tema dei diritti civili, dei limiti della scienza, del rapporto fra ragione e fede, dei dubbi sul limite fra la vita e la morte, ma dove possano incontrarsi e fondersi, per contaminarsi, le migliori culture politiche dei giovani italiani, da quella socialista a quella cattolico-democratica a quella liberal-democratica.  L’Italia ha bisogno di più solidarietà tra le generazioni, ma anche di più libertà per i più giovani di costruirsi un futuro e di “determinarsi” liberamente nel proprio percorso di vita. La Sinistra Giovanile ha rappresentato in questi anni una parte importante delle giovani generazioni del nostro paese. Le ha incontrate nei tanti luoghi di prima socializzazione politica. Dalle scuole alle università, dai luoghi di lavoro alle manifestazioni per la pace, dai grandi momenti di consultazione democratica come il referendum sulla fecondazione assistita e quello costituzionale, ai luoghi del volontariato e dell’associazionismo.  Abbiamo costruito l’idea di un mondo e di una realtà diversi. In cui efficienza, merito, solidarietà ed inclusione non fossero parole in contraddizione ma  i cardini da cui far ripartire l’intero paese. Un Italia più forte capace di giocare un ruolo positivo nelle sempre più complicate dinamiche globali. Un Paese compiutamente europeo, capace di vincere la sfida della competizione internazionale senza però tralasciare gli obiettivi di coesione sociale e di uguaglianza nelle opportunità e nei diritti. In questo senso “aprire” la società ed estendere il perimetro delle libertà e dei diritti non può non significare moltiplicare il protagonismo delle giovani donne, sui luoghi di lavoro e di studio ma anche e soprattutto nei luoghi della rappresentanza, della decisione, della politica. È questa una battaglia di civiltà politica, che una moderna nazione e in essa le forze della sinistra progressista non possono permettersi di affrontare con timidezza o incertezza. Oggi per noi il senso del  Partito Democratico sta nella sua funzione storica. Crediamo fermamente che il nostro paese possa farcela e che il nuovo grande soggetto politico possa essere il vero motore per vincere tale sfida. Esattamente in questo senso il Partito Democratico dovrà essere un partito delle nuove generazioni e per le giovani generazioni. Un Partito in grado di riformare la politica, con la consapevolezza che non è possibile assolvere a questo compito senza assumere come prioritaria la riforma delle istituzioni del Governo e della rappresentanza.

Un partito delle nuove generazioni significa che esso dovrà essere in grado di liberare e mettere a sistema le tante energie che nelle giovani generazioni si celano ma che troppo spesso vivono nella marginalità. Il nostro contributo diviene oggi indispensabile per mettere il paese nelle condizioni di fronteggiare le dinamiche globali. Non è giovanilismo. È la consapevolezza che in questa generazione si celi il tasso più alto di innovazione e di propensione a stare nel mondo globalizzato. La nostra è la prima generazione veramente europea, che ha nelle nuove tecnologie e nelle reti un tratto della propria identità, che ha come propria peculiarità la mobilità (di persone e informazioni), che non ha alcun timore di confrontarsi con culture e linguaggi diversi dai propri, che è pronta a mettere in discussione sé stessa per essere fino in fondo parte integrante del mondo che la circonda. Dopo la fine delle ideologie è nata una generazione che, non sedotta dai richiami mercatisti e della fine della storia e della fine della politica, guarda al futuro con la speranza e la fiducia di chi non intende arrendersi e rassegnarsi al mondo così com’è. Un Partito per le giovani generazioni significa che in questa partita l’Italia si gioca larga parte del proprio futuro. Si tratta di capire se saremo destinati al declino ed alla marginalità nei nuovi equilibri geopolitici, oppure se, all’interno del contesto di una nuova Europa, integrata e coesa, potremo ancora esercitare un ruolo ed una funzione. Non si parla delle stancanti dichiarazioni di un dibattito mediatico troppo spesso autoreferenziale. Si tratta del futuro del paese. Ed il futuro è cosa che riguarda prima di tutto noi. Le giovani generazioni, la nostra qualità della vita, la nostra formazione, il nostro lavoro, l’ambiente naturale e sociale in cui vivremo. Per far sì che il Partito democratico sarà un partito delle nuove generazioni e per le nuove generazioni allora è evidente che la Sinistra Giovanile non può guardarlo con incertezza o con timore. Dobbiamo, noi prima di ogni altro, saper cogliere la missione che vi si cela, dobbiamo saper declinare prima e meglio di altri il senso del nuovo progetto. Siamo oggi innanzi ad un passaggio storico in cui si misura la portata politica della nostra organizzazione. Verremmo meno alla nostra storia ed alla nostra funzione se non fossimo in grado di interpretare la fase che abbiamo dinanzi. Se prevalessero le paure e le incertezze, se gli steccati identitari avessero la meglio sulla voglia di futuro.

È necessario rompere gli indugi e avviare il percorso fondativo del nuovo soggetto generazionale del Partito democratico. A quell’ appuntamento la Sinistra Giovanile non potrà arrivarvi così come essa è oggi. Ma dovrà giungervi con un nuovo soggetto politico, fondato con i giovani della Margherita, con i giovani socialisti e con tutte le altre realtà del mondo del volontariato, dell’associazionismo che guardano con interesse a questo progetto e soprattutto con i tanti giovani italiani, che fuori dalle rappresentanze tradizionali hanno votato per l’Ulivo alle ultime elezioni politiche ed oggi ci chiedono di aprire i soggetti tradizionali a forze e d energie nuove. Per questi motivi il congresso della Sinistra Giovanile dovrà dire parole chiare e compiere atti formali inequivocabili:

Dare mandato al nuovo gruppo dirigente di mettere in campo ogni possibile azione per la costruzione del soggetto generazionale del partito democratico. Non ci serve una federazione di soggetti ma un nuovo soggetto politico;

Istituire luoghi di coodecisione  e di confronto permanente sia a livello nazionale che territoriale con i giovani della Margherita e con le altre forze coinvolte nel progetto facendo sì che vi sia realmente un progetto largo;

Dare mandato al nuovo gruppo dirigente di costruire una riforma della struttura organizzativa della Sinistra Giovanile capace di coinvolgere appieno le  forze non riconducibili alle giovanili di partito.

Inserire il simbolo dell’Ulivo all’interno del simbolo della Sinistra Giovanile; questo costituirebbe un segnale chiaro per connotare e caratterizzare il percorso che intendiamo intraprendere.




permalink | inviato da il 29/12/2006 alle 1:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (154) | Versione per la stampa

sfoglia     gennaio       
 

 rubriche

Diario
Politics

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Mozione Fassino
SgNapoli
SgNazionale
Governo Prodi
Democratici di Sinistra
Sud Open Source
Cittadini per l'Ulivo
Generazione U
Giosef
Energie Nuove
Italiani Europei
Nens
Nomisma
l'Ulivo
La Città Futura
Sergio Ragone
Fabio Santoro
Brando
Circolo Noi Riformisti
Michele Fina

Blog letto 33492 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom